mercoledì 16 luglio 2014

Diventare freelance: anche no!

Nell'ora di pranzo, mentre mi ingoio qualcosa di corsa (vedi #imieipranzicosì), giro sui social network. Fa parte del mio lavoro, mi tengo aggiornata. E poi mi piace tenermi aggiornata sulle vite delle persone che conosco, è un modo, purtroppo passivo, di partecipare alle vite degli amici - ripromettendosi sempre di vedersi di più.

Oggi ho letto questo "è arrivato il momento di fare il grande salto" che parla della favolosa occasione di diventare freelance (e blogger!)
Sono freelance da tre anni. E quest'anno ho aperto una società.
E mi sento di dire che in questo momento diventare freelance (soprattutto mollando un lavoro "fisso") non è proprio il massimo della vita.

"Perché siamo stati educati così dai nostri genitori: a non sperperare il lavoro. E siamo disposti a sopportare tutto pur di non perdere uno straccio di impiego che, in ordine sparso:
  • Non valorizza.
  • Non dà possibilità di crescita.
  • Non paga a sufficienza"


  • Siamo stati educati a non sperperare il lavoro in un periodo nel quale il lavoro c'era. Oggi neanche c'è, forse è il caso di dargli un valore.
  • Hai un lavoro che non ti da' possibilità di crescita?
    Ti sei chiesto perché? Magari non ti aggiorni abbastanza, quindi studia - come spiega Domitilla qui. O sii propositivo: ci si aspetta sempre, da dipendente, che sia l'azienda a doversi inventare ruoli nuovi per te, appunto per "farti crescere". Forse è ora di fare un passo avanti e proporre tu qualcosa di nuovo.
  • "Non paga a sufficienza"
    Intanto paga! Una cosa non da poco. Passa 24 mesi della tua vita a dover rincorrere il 50% dei tuoi clienti che decidono di pagare in ritardo sui consueti 90 giorni, o pagano solo quando a loro volta sono pagati, o non pagano proprio.

Certo, i problemi del freelance sono superabili. Con tanto entusiasmo, tanta voglia, il bello di realizzare te stesso in un contesto tutto tuo. Con la libertà di poter lavorare dove vuoi (dove vuoi, non quando vuoi, perché i freelance lavorano sempre. Se non lavorano non guadagnano)

Qualche altra banalità sulla vita da freelance: dovrai sempre sempre cercare lavoro. Sempre. E difficilmente potrai dire di no ad una proposta, perché sai che ci saranno periodi neri senza lavoro e non ci dormirai la notte. Non dormirai la notte anche in altri periodi, tipo giugno e luglio, quando aspetti la mail del commercialista che ti manderà la CIFRA di solito abnorme di tasse da pagare. Le vacanze ciao. Il "per oggi chiudo il pc e non mi vede più nessuno" ciao. Per non parlare di malattia pagata, maternità etc. Ciaone.

Ma l'ho detto tutto si può superare. In realtà l'unica vera domanda che ti devi fare se vuoi fare questo meraviglioso salto nel vuoto è: ho un'idea originale? o anche, faccio il mio lavoro in una maniera originale e unica?*
Allora vai, ti aspetta subito tanta fatica ma anche tante soddisfazioni (più avanti)



* no io zero originalità. Mi sono fatta un culo quadro quando valeva ancora la pena farselo. Ma tu vuoi diventare freelance ora, non ieri!


diventare freelance


Altre cavolate che ho scritto

martedì 8 luglio 2014

#Nonholetà: l'hashtag per chi fa cose che non dovrebbe fare vista l'età

#Nonholetà per ascoltare i Dear Jack
#Nonholetà per mangiare il calippo
#Nonholetà per andare in bagno e far finta di lavarmi i denti ché non ho voglia
#Nonholetà per baciarti con la lingua sulla 58
#Nonholetà per conservare lo scontrino del ristorante dove siamo andati a mangiare insieme
#Nonholetà per fare gli scherzi al citofono di quella sopra di me che mi sta sulle palle
#Nonholetà per controllare di nascosto i messaggi che hai ricevuto sul cellulare
#Nonholetà per pensare che Manuel Agnelli sia un gran figo
#Nonholetà per leggere Topolino seduta al parco
#Nonholetà per ascoltare i DearJack, l'ho già detto?
#Nonholetà per dormire fino a tardi e pranzare con l'estathé e la fiesta
#Nonholetà per un selfie con faccette cretine




lunedì 7 luglio 2014

Quando piove d'estate

Quando noi bambini del cortile delle case popolari correvamo facevamo le sedute spiritiche nelle scale dei condomini.

O all'oratorio estivo che a gruppetti di ragazzine in pantaloncini e canottiere, infradiciate, ci piazzavamo a fare il tifo durante il torneo di pingpong perché c'era l'animatore, quello carino, che sapevamo che arrivava in finale.

E di certi pomeriggi al mare, a resistere sotto l'ombrellone finché il bagnino veniva a chiuderlo. A rifugiarsi poi alla Bussola, mangiare un pezzo di pizzétta bianca, a farsi leggere le carte e il fante era quello che ti piaceva con la bicicletta.


E di quelle estati di solitudine. A vivere sola in Famagosta, ad aspettare quell'amore che ti fa solo aspettare, a scrivere.  


La parentesi nella parentesi, quando piove d'estate. 

sabina montevergine mare









lunedì 30 giugno 2014

Like a rolling stones

Cose tipo che evito il commercialista.
O che se facessi la dichiarazione isee al nido forse pagherei meno ma non la faccio. O la nuova richiesta di maternità perché la prima non l'hanno accettata? Ah sì ma devo fare prima la dichiarazione dei redditi, salta il turno e riparti dal via. E quella fattura non pagata? E l'avvocato da sentire? E la causa da far partire ma mancano sai le buste paga del 2011? 2011?
Il gas che ti staccano per una cosa non pagata nel 2010, ma se ho l'addebito? Eh boh, non sarà andato a buon fine e quindi? Devi pagare. Quanto? 20,40 €. Ventieuroequarantacentesimiemistacchiilgas? E non mi avvisi prima???
E il telefono squilla e neanche rispondi perché non si sa mai chi possa essere.
E poi l'esatri ti manda un f24 da pagare per un errore nella dichiarazione dei redditi 2012 ma l'errore se lo sono sognati ma sai la procedura è lunga, devi recuperare i documenti e...

Solo alcune cose. Ma tanto bastano per farmi pensare che viviamo in un paese di merda.
E che sono tanto stanca.
E fra un mese devo traslocare e sarei così felice di fare mille cartoni e intanto buttare tutto quello che c'è in più. Ma forse non è neanche vero. A volte vorrei tornare indietro di anni. Tipo 5 o 6.

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