lunedì 17 giugno 2013

Cronache di un compleanno e di lieti fine

Ogni anno arriva il momento in cui festeggiare il compleanno. Non il mio. Il mio me lo dimentico fino al giorno in cui arriva e poi passa e di solito sono troppo impegnata a Marzo per festeggiare.
Parlo del compleanno di mio figlio!

I compleanni dei bambini sono fantastici: per un mese circa fantastichi sulla festa fighissima che farai, sui dolci che preparerai, le decorazioni, gli inviti. Ma l'unica che riesce a farli davvero così è Domitilla (forse perché lei organizza un #noncompleanno? Forse.)
Quindi nel caso chiedete a lei come si fa perché è strabrava :)

Io mi ritrovo al giorno prima che non ho fatto niente, che mando gli sms alle mamme degli amichetti di Gabri di cui ho il numero (poche), scrivo messaggi su facebook e mando mia madre a fare passaparola non in rete ma davanti all'uscita dell'asilo.
Succede che non vado a lavorare e devo passare la notte prima a fare tutto quello che avrei dovuto fare la mattina da uno dei qualsiasi spazi di coworking che frequento e che mi sveglio la mattina già in ritardo sulla tabella di marcia delle cento torte che nella notte ho deciso di fare (ma che non farò)

E poi si susseguono i deliri, perché [castagnamatta in cucina] è garanzia di imprevisti come nel Monopoli.

- montare il burro con lo zucchero (tre ore di frusta elettrica): lo zucchero è in realtà sale. Ricomincia dal Via!
- spennellare la crostata di rosso d'uovo:  no, le uova strapazzate, o meglio, stramazzate in terra non servono.
- che ne dici di una torta con budino al cioccolato? Così per avere un'alternativa. Sì ma lo compro già fatto.
Ok, nell'ordine: vado al panettiere, non ha il budino, torno verso casa, ah no compro quello in busta, ok, torno al panettiere, comprato, torno a casa, lo metto nel pentolino, ah cazzo il latte, il latte!!!, torna dal panettiere, ritorna a casa. che palle. va bene la torta con la crema al mascarpone e basta. altro che budino.
ah. Ma sono andata dal panettiere con la maglia del pigiama? Sì.
- bicchierini di caramelle, lasciati al sole. not a good idea.
- sala al mitico Campo Olimpia: appuntamento alle 14.30. Deserto. 15.00. Deserto. Telefonata: ah avevamo capito alle 15.30. Ok.

Pensavo peggio dai.
I bambini contenti, con le pistole ad acqua, calippi e palloncini da scoppiare.

Il lieto fine? Io che adesso me ne vado a letto.



Ricetta

180 gr burro
180 gr di zucchero
250 gr di farina (di cui 100 gr di farina di cocco)
2 uova
una bustina di lievito
250 gr di mascarpone
100 gr di zucchero a velo
lamponi 

Montare il burro con lo zucchero. Aggiungere le uova una alla volta.
Aggiungere la farina, setacciata, con il lievito. Il cocco. 

Un pizzico di sale.
Infornare a 180° per (boh) - finché è cotta dentro
A parte sbattere il mascarpone con lo zucchero a velo.
Quando la torta è fredda tagliarla a metà e farcirla con la crema e i lamponi.

Buon appetito!



venerdì 24 maggio 2013

Precarietà: chi se la va a cercare

A me la stabilità mette un po' d'ansia. Le pretese anche.
E i contratti.
Io la precarietà me la vado a cercare. E mi sta bene così.
La crisi non mi fa tanto effetto. Io mi metto in crisi da sola.

mercoledì 8 maggio 2013

Touchscreen generation


Secondo questa infografica prodotta da Ebooks&Kids che raccoglie i dati Istat e Nielsen del 2011-2012 l’83,9% delle famiglie italiane possiede un pc connesso.
Questo ci fa pensare che i nostri figli useranno (alcuni già usano) il computer con molta facilità.

Inizialmente lo pensavo anche io: Gabriele è nato e mi ha sempre vista vicino ad un pc.
Ma le cose erano un po' diverse da ora.
Avevo un pc fisso e un portatile. Ma non avevo il wireless.
Vagavo da una parte all’altra della casa trascinandomi il portatile attaccato ad un filo per la connessione ads lungo circa 10 metri!
Poco dopo nella mia casa è arrivato il wireless ma soprattutto è arrivata la connessione mobile.
Sembra passata una vita e quasi me ne dimentico ma nel 2007, anno di nascita di Gabriele, quando ero fuori casa o fuori ufficio non avevo internet!
Una volta Gabriele lo trovavi così 


Ora lo puoi vedere fare le stesse cose, più molte altre, con il mio smartphone e l'ipad: colora, scrive, gioca, parla con Siri. Fa anche delle telefonate, ma non con il classico telefono, ma con Skype che è più semplice da usare (ci sono le faccine dei contatti per esempio e poi vede le persone!)
Il pc è sempre acceso in casa, sempre connesso, ma a lui non interessa più.
Ecco la touchscreen generation. Gabriele userà mai un pc? Credo di no.














lunedì 8 aprile 2013

Un anno da freelance e non solo

Non è che siamo sempre pronti a fare tutto.
Io ho sempre fatto tutto prematuramente e di solito impiego qualche mese a mettermi al passo, punto in alto ma poi ci arrivo. 
(ho puntato anche molto in basso e non pensiate, sembra più facile, ma è difficile anche la discesa)

Comunque di fatto la mia teoria sull'allattamento e gli scatti di crescita applicata al proprio io funziona ancora. Ma ve la spiego un altro giorno.

Buonanotte

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